Le corde dell’Anima in cammino

Le Corde dell’Anima in cammino è un progetto itinerante prodotto da Artis Lab che prevede l’allestimento dell’installazione sonora interattiva Le Corde dell’Anima in vari luoghi del territorio calabrese. L’idea da cui trae ispirazione il progetto poggia sulla convinzione che l’Arte, esprimendo delle visioni per il futuro, ha la capacità di incidere con forza sul presente modificandolo.
Le Corde dell’Anima in cammino è un progetto itinerante prodotto da Artis Lab con grande passione e impegno, ma, oltre queste due essenziali precondizioni, per continuare il Cammino sono necessari fondi per coprire le inevitabili spese di produzione del progetto. Per questo motivo abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi permanente attraverso questa pagina web per sostenere lo sviluppo del progetto.

L’obiettivo per il 2018 è di continuare a produrre un video ogni mese fino a Febbraio 2019. Per questa data tutti i materiali realizzati saranno raccolti e utilizzati per presentare la candidatura del progetto all’edizione 2019 del Prix Ars Electronica che si svolge annualmente nella città di Linz nella sezione Digital Musics & Sound Art.
Le Corde dell’Anima in cammino è un progetto artistico indipendente che vuole guardare al territorio Calabrese in maniera appassionate e critica e ambisce a concorrere e, auspicabilmente, a vincere nei più importanti contesti di produzione artistica mondiale. Per queste ragioni abbiamo bisogno dell’aiuto e della partecipazione di quante più persone possibili. Anche la donazione più piccola sarà importante e decisiva poiché contribuirà alla realizzazione del progetto e sarà testimone di interesse e condivisione per i valori che ispirano il nostro Cammino.
 Fai ora una donazione e supporta il Cammino delle Corde dell’Anima.


PARTENZA – 09 AGOSTO 2017 – Parco Nazionale della Sila – Arboreto – Sila Grande –

Abbiamo iniziato il nostro percorso in uno dei periodi più torridi dell’estate, trovando rifugio all’interno dell’Altipiano Silano, andando a scoprire l’ex vivaio del Parco, oggi fantastico ed enorme giardino botanico con all’interno tutti gli ecosistemi presenti nelle nostre montagne.

SAN LUCIDO (CS)  – 14 AGOSTO 2017 –

Uno dei centri storici bagnati dal Tirreno più affascinanti della provincia cosentina, è stata la seconda tappa del nostro cammino. Abbiamo allestito le Corde dell’Anima tra i vicoli stretti dal fascino senza tempo accanto a un edificio storico in rovina che racconta i fasti e il declino di famiglie, l’incessante opera della natura che si riappropria e occupa ciò che l’Uomo abbandona tutto accompagnato dall’eco lontana del mare e dei bagnanti in un qualsiasi pomeriggio di metà agosto e da gatti incuriositi in cerca di avventure.

FIUMEFREDDO BRUZIO – 21 AGOSTO 2017 –
Uno dei borghi più belli d’Italia, costruito in modo da poter dominare il mare da una parte e le montagne della Catena Costiera dall’altro. Oggi grande esempio di rivalutazione urbanistica e meta di quel turismo lento fuori dal concetto del mordi e fuggi. 
In un caldo pomeriggio di metà agosto è stato davvero affascinante girovagare tra vicoli e viuzze del borgo antico con l’azzurro intenso del mare sempre pronto a sbucare dietro gli angoli e le porte o le finestre semi aperte.

AL DI LA’ DEL VIAGGIO – 10 NOVEMBRE 2017 – MUSEO DELLE ARTI E DEI MESTIERI –

Nella quarta tappa del cammino di le Corde dell’Anima ci siamo spostati nel centro storico di Cosenza per raccontare una mostra fotografica: Al di là del viaggio di Gerardo Fortino a cura di Marilena Morabito ospitata presso il MAM (Museo delle Arti e dei Mestieri) dal 28 ottobre al 28 Novembre 2017.
Abbiamo cominciato il nostro cammino raccontando alcune delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche di cui è ricco il territorio calabrese, ma questo percorso non vuole limitarsi a rappresentare solo questo poichè un territorio è caratterizzato anche da un tessuto economico, sociale e culturale. In questa quarta tappa vogliamo, dunque, cominciare a raccontare uno spazio come il MAM dedicato all’arte contemporanea iniziando proprio attraverso il racconto della mostra di Gerardo Fortino.

La quarta tappa del nostro Cammino ha segnato la chiusura di un ciclo casualmente coincidente anche con la fine dell’anno solare. Nelle prime quattro tappe abbiamo cercato di rappresentare il territorio calabrese attraverso le sue ricchezze naturalistiche, paesaggistiche e culturali. La quinta tappa, realizzata in maniera auspicale in coincidenza dell’inizio del nuovo anno, apre un nuovo ciclo rivolto all’approfondimento e alla scoperta. Per questo motivo un sabato mattina (giorno della Befana) siamo andati ad esplorare quello che sapevamo essere un borgo abbandonato nel cuore del versante jonico della Sila, ma che con grande sorpresa abbiamo scoperto essere vivo e popolato da poche famiglie.

FANTINO – 06 GENNAIO 2018 – SAN GIOVANNI IN FIORE (CS)

A Fantino, un tempo una delle più grandi frazioni di San Giovanni in Fiore, abbiamo trovato le tracce evidenti del passaggio del tempo e dei cambiamenti sociali ed economici che hanno attraversato la nostra società. Abbiamo trovato l’abbandono, ma anche la Resistenza e la Resilienza nelle parole di un’anziana signora con cui abbiamo piacevolmente conversato della storia e delle sorti del borgo, sotto un sole di Gennaio stranamente caldo. La Resilienza è la capacità meccanica dei materiali di resistere agli urti improvvisi. Questo termine viene oggi trasposto in termini umanistici per descrivere il comportamento e la capacità di adattamento delle persone e dei gruppi sociali di fronte agli eventi, alle trasformazioni socio-economiche e alle calamità naturali. L’impatto della società dei consumi prima, e di quella tecnologica digitalizzata poi, sulla vita dei nostri piccoli borghi è stato sicuramente non trascurabile e gli effetti di ciò sono visibili ed evidenti a Fantino. Ma per fortuna c’è sempre qualcuno che mostra Resilienza e resiste quotidianamente ai fenomeni di massa che impongono modelli di vita e di comportamento: le parole della signora incontrata a Fantino rimarranno per sempre nei nostri cuori come traccia viva lasciata da chi forse ha maturato una autentica e profonda comprensione del senso della Vita.

07 APRILE – IL SILENZIO TRA LE PIETRE DI MONTE COCUZZO

Arrivare a Monte Cocuzzo riserva sempre grandi sorprese da non lasciare indifferenti anche gli animi più insensibili. È inevitabile; si arriva attraversando boschi sempre più fitti fino a passare la splendida pineta di alberi altissimi che si stagliano sul versante nord est e poi, abbandonata la pianeggiante area attrezzata per pic nic sotto gli alberi, si comincia a salire improvvisamente su una mulattiera lungo la quale la vegetazione si trasforma ed emergono vistose le rocce e le “pietre cattive” da cui probabilmente questa montagna deriva il nome (Cocuzzo, in latino Cacutium e in greco antico κακός κύτος (kakos kytos), cioè “cattiva pietra”).
Si procede ignari in un ambiente di montagna come tanti fino a una curva come tutte le altre che si snodano sulle piccole strade di montagna, ma qui accade il miracolo perchè la strada si apre all’improvviso su una verde terrazza affacciata a 1500 metri di altezza sullo sfondo azzurro intenso del cielo e del mar Tirreno e sulle restanti montagne dell’appennino costiero fino al Pollino e la valle del Crati sulla destra.
Quel pomeriggio del primo sabato di Aprile abbiamo avuto per qualche secondo la sensazione di essere arrivati sul tetto del Mondo o in una versione in miniatura del Paradiso terrestre. Questo è stato indotto soprattutto dalla sensazione di straniamento causata dal Silenzio che abbiamo trovato in quel luogo. Qualcosa di inusuale e straordinario per le nostre orecchie abituate al suono delle città e delle attività umane. Per questo motivo abbiamo deciso che fosse importante raccontare il Silenzio che si può trovare in questo luogo magico e ancestrale: una porta aperta verso l’Infinito a pochi chilometri di distanza dalla routine della nostra vita quotidiana. 


06 MAGGIO – IN CAMMINO NEL CENTRO STORICO DI COSENZA

Per la settima tappa delle Corde dell’Anima in Cammino abbiamo scelto di realizzare un intervento nel centro storico di Cosenza. Avevamo da tempo in programma di realizzare una tappa in questo luogo un po’ magico, a cui da buoni cosentini siamo piuttosto affezionati, ma, come spesso accade, ci trovavamo soltanto in attesa dell’occasione giusta.

L’occasione è arrivata grazie all’invito a partecipare, anche quest’anno, alle Invasioni Digitali a Cosenza realizzando, Domenica 6 Maggio, una camminata nel centro storico lungo il percorso del Museo Storico all’Aperto. E’ il terzo anno che Artis Lab partecipa a questa iniziativa e, quindi, non ci siamo fatti sfuggire l’opportunità.

L’iniziativa di Invasioni Digitali a Cosenza quest’anno è stata mossa dalla volontà di rendere pubblico il bisogno latente che la città di Cosenza ha di elaborare il senso e il valore di questi luoghi. Questo può avvenire soltanto attraverso una presa di coscienza collettiva che passa attraverso una azione di comprensione.

Come afferma Gurdjieff nel suo libro Incontri con uomini straordinari:
“La comprensione è l’essenza di ciò che si ottiene partendo da informazioni intenzionalmente acquisite e da esperienze personalmente vissute. […] Mentre il sapere non è che la memoria automatizzata di una somma di parole imparate in un certo ordine”.

Per comprendere a pieno qualcosa, non servono dunque fiumi di inutili e sterili parole, è necessaria una azione intenzionale e delle esperienze vissute in prima persona, dunque per comprendere l’importanza e il valore del centro storico a livello collettivo, unico mezzo per salvarlo dal degrado e dall’abbandono, è necessario vivere questi luoghi, praticarli e renderli parte della nostra vita quotidiana.

GIUGNO – Santo Janni – La ferrovia abbandonata

La storia della ferrovia Transilana è un caso esemplare del tentativo umano di dominare un territorio e un ambiente naturale aspro e indomabile. Agli inizi del Novecento questa opera, nelle intenzioni, avrebbe dovuto collegare la valle di Cosenza al porto di Crotone sostenendo l’industria boschiva e mettendo in comunicazione territori fra loro piuttosto isolati. Ma le cose andarono diversamente, i 40 km della tratta conclusiva tra San Giovanni in Fiore e Petilia Policastro non vennero mai realizzati (fu questa forse la prima di una lunga serie di grandi opere incompiute?), la tratta tra Crotone e Petilia Policasto rimase in servizio fino a circa la metà degli anni settanta e quella tra Cosenza e San Giovanni in Fiore fino ai primissimi anni del nuovo secolo.
Oggi l’abbandono è ciò che è rimasto di questa opera che costituì un piccolo gioiello dell’ingegneria ferrovia dell’epoca e che vantava anche la stazione ferroviara più alta d’Italia (San Nicola – Silvana Mansi 1404 m.s.l.m).
La Natura si riappropria di ciò che l’uomo le ha temporaneamente sottratto e il Tempo sembra congelarsi raccontando in un solo istante frammenti di quotidianità che mostrano quasi un secolo di storia.
In un caldo pomeriggio di inizio Giugno abbiamo allestito le Corde dell’anima tra i binari e gli arbusti che popolano il piazzale della ex stazione Santo Janni (prima o ultima stazione affacciata sulla valle del Crati).


INFO UTILI
ArtisLab – Costantino Rizzuti – Dona