Ispirato dalla Calabria Vol. 4 – Il buon vino di Cirò – (KR)

Dall’esperienza di Calabria Ispirata III, ho deciso di dare vita ad una sorta di mappatura dei luoghi che ho vissuto, di cui ho saggiato profumi e colori e delle persone che ho incontrato, in quella che è stata una settimana all’insegna dell’ispirazione e della conoscenza.

Da Altomonte, con il Pollino all’orizzonte fino alla costa jonica, patria del buon vino calabrese. Eccola è Cirò, borgo la cui origine si perde nella notte dei tempi e che si divide nel centro storico su in collina a dominare la vista del mare, nella marina e nelle distese di campagne che sono un’esplosione di colori e profumi. La nostra visita parte da Punta Alice, con una tramontana che piegava gli alberi e con gli 8 viticoltori che formano Cirò Revolution. Ad accomunarli è fare dei prodotti di qualità.

La tramontana che piegava gli alberi nei pressi di Punta Alice.
A spasso tra i vigneti

Cirò non è soltanto immense distese di campagna con il mare all’orizzonte e vigneti, ma è soprattutto storia. Ci se ne accorge quando ci si arrampica all’interno del centro storico, ammirando il Castello oppure entrando all’interno del Museo dedicato a Luigi Lilio.

Panorama dal Castello.
Interno del Museo dedicato a Luigi Lilio.

Visitare Cirò e dintorni, significa immergersi nella storia, nelle tradizioni contadine, contaminarsi con le campagne che si perdono a vista d’occhio e placare gli animi con il buon vino.

Alcuni dei vini degustati durante la visita a Cirò, sinonimo di qualità e buon gusto.

La fiera itinerante del 2019 è parte integrante del Festival dell’Ospitalità

 

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