I racconti dell’edizione invernale 2019 di Felici & Conflenti

Felici&Conflenti è un’occasione di condivisione e trasmissione della cultura coreutica e musicale dell’area del Reventino. Un momento di incontro diretto con danzatori, musicisti, ricercatori e portatori della tradizione nel contesto di un sistema di trasmissione orizzontale dei saperi in cui l’oralità ha un ruolo fondamentale. Un’occasione per scoprire/riscoprire suoni dimenticati dal fascino antico a contatto con una cultura musicale viva.

Felici & Conflenti è una festa di comunità. Uno dei momenti serali fra musica, canto e ballo.

GIORNO 1

L’edizione invernale 2019 del festival inizia in maniera sommessa e con un pensiero a Mattia Albace, tragicamente scomparso alcuni giorni prima. Tutta la comunità è ancora sconvolta e il pensiero di non sospendere l’edizione invernale è da cercare nella volontà dello stesso Mattia. Lui avrebbe voluto i suoni di zampogna ed organetto, i balli, i canti, la gente che anima il borgo; quest’edizione è dedicata a lui.

GIORNO 2

A Conflenti si viene per toccare le proprie radici con mano. Andrea Bressi, cantastorie e musicista della tradizione, spiega durante una lezione di ballo, com’è nato il processo di ricerca dell’associazione, con parole semplici che fanno trasparire una grande passione.
Otello Profazio, colonna portante della musica tradizionale calabrese invece, spiega il suo personale punto di vista.

GIORNO 3

Nella vita tutto è ciclico e questo concetto lo spiega bene Francesca, che da anni segue le attività di Felici & Conflenti. Lei, di origine calabrese, torna a Conflenti per riallacciare le radici dei propri cari. A Conflenti poi nulla è affidato al caso e le persone che lo animano hanno tutte un interesse in comune: quello dello stare assieme, meravigliosamente.

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